Nell’autunno del 2014, io e mio fratello Gabriele Gogna fummo invitati a visitare una collezione privata di automobili d’epoca a La Coruña, in Galizia, Spagna. Quello che ci trovammo davanti erano centinaia di automobili, una raccolta fuori dal comune, capace di sorprendere anche chi, come noi, è abituato a incontrare oggetti di grande fascino e valore storico.

Bugatti, Ferrari, Lamborghini, Porsche e Jaguar, Automobili da corsa con la firma del pilota sul cofano. Una parte importante della collezione era dedicata alle vetture da rally del leggendario Gruppo B, con le inconfondibili livree Martini. Tra queste, la Lancia 037, protagonista di una stagione irripetibile del rally.
Mi colpì in modo del tutto personale una Renault Alpine azzurra, non la più rara della collezione, ma la preferita da mio padre Giulio Gogna.
Ci fermammo per diversi giorni e ricordo ancora con gratitudine l’ospitalità delle persone che ci accolsero che arrivò fino a un invito a pranzo oltre confine: «Dove andiamo a pranzo? In Portogallo!». E così ci ritrovammo in una “Taberna” di Viana do Castelo, seduti all’aperto sotto un grande albero.
Per chi si occupa di antiquariato, il fascino di un’automobile storica non è poi così lontano da quello di un mobile, di un’opera d’arte o di un oggetto di design. Storia, rarità, conservazione e provenienza contribuiscono a determinarne l’interesse e il valore.
È anche in questa prospettiva che si inserisce la mia attività, che comprende l’acquisto e la vendita di automobili e motociclette d’epoca, accanto all’antiquariato, all’arte e al modernariato. Perché il patrimonio del passato non si trova soltanto nelle case e nei musei: a volte è custodito anche in un garage.